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Per parto o "travaglio di parto" s'intendono tutti quei fenomeni che provocano e accompagnano l'espulsione del feto e degli annessi fetali dall'interno dell'utero all'esterno, attraverso il collo uterino e la vagina.
Se il parto è naturale lo si definisce "eutocico", altrimenti lo si definisce " distocico". Se avviene prima del termine si dice "prematuro", se si compie in termini molto brevi e senza preavviso, si dice "precipitoso", quando avviene dopo il compimento del termine normale di gravidanza si dice "serotino" o "ritardato" .
Il travaglio di parto può essere diviso in tre stadi :
Primo stadio: ha inizio quando il collo uterino comincia la sua dilatazione e termina a dilatazione ultimata, che è di circa 10 centimetri.
Secondo stadio: ha inizio col passaggio del nascituro attraverso il collo uterino e la vagina, spinto dalle contrazioni involontarie dell'utero e da quelle volontarie della parete addominale materna. Il collo uterino completamente spianato e la vagina dilatata al massimo sotto l'influenza degli ormoni materni, costituiscono il cosiddetto "canale del parto".
Terzo stadio: ha inizio con l'espulsione degli annessi fetali (placenta, sacco amniotico, e moncone del funicolo) rimasti nell'utero.
La lunghezza dei tre stadi è variabile: il primo stadio è il più lungo e può durare parecchie ore. Il secondo stadio dura circa da un'ora a due ore, ed il terzo stadio dura da pochi minuti a venti minuti al massimo.
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